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“Partenariati Speciali Pubblico Privato” e spettacolo dal vivo

Tempo di lettura: 4 minuti

I “Partenariati Speciali Pubblico Privato (PSPP)” stanno dimostrando di essere dispositivi innovativi per fare cultura e comunità.

Una sintesi della riflessione, su AgCult, di Vincenzo Santoro, responsabile del “Dipartimento cultura e turismo” dell’Anci.

PSPP e spettacolo dal vivo

Il settore dello spettacolo dal vivo – e in particolare del teatro – sta individuando nel PSPP una formula di particolare efficacia.

L’intervento sull’ex Palazzo Soverini di Cuneo a cura della cooperativa Compagnia Il melarancio; quello sull’ex Chiesa della Visitazione ad Aosta a cura della Compagnia Palinodie; quello di Manfredonia (FG) a cura della Compagnia Bottega degli Apocrifi, sul teatro comunale “Lucio Dalla”, e infine un ambizioso progetto di rigenerazione culturale, che coinvolge il borgo medievale di Campsirago, nel Comune di Colle Brianza (LC), su cui è particolarmente interessante soffermarsi perché riguarda una minuscola frazione di un già piccolo Comune, sono esempi concreti che hanno sfruttato i PSPP.

L’esempio di Campsirago Residenza

Il 29 novembre 2021 il Consiglio Comunale di Colle Brianza ha approvato all’unanimità con “Campsirago Residenza” (filiazione dell’associazione culturale “ScarlattineTeatro”) un PSPP della durata di 25 anni, rinnovabile per altrettanti, finalizzato al recupero degli edifici storici del piccolo borgo rurale (di appena 37 abitanti), dal 2008 teatro di attività performative, con l’obiettivo di trasformarlo in un luogo dedicato all’arte per tutto l’anno.

Il progetto ha il duplice intento di conservare il patrimonio storico e architettonico e attivare un processo di rigenerazione culturale potenziando l’attività artistica e di formazione che Scarlattine Teatro svolge da diciotto anni sul territorio.

Sul restauro conservativo di Palazzo Gambassi, centrale edificio del XV secolo di proprietà del Comune, che sarà ultimato entro giugno 2022, si innestano opere di recupero e rifunzionalizzazione, tali da rendere fruibili i nuovi spazi per attività di produzione artistica e teatrale, spettacolo dal vivo e formazione.

Campsirago Luogo d'Arte
Campsirago Residenza, insieme al Comune di Colle Brianza, si avvia al recupero degli edifici storici di Campsirago, con l’obiettivo di trasformare il borgo in un luogo dedicato all’arte 365 giorni all’anno

Una successiva serie di interventi mira ad includere l’intero borgo di Campsirago in un percorso di rivitalizzazione integrale della località, con la realizzazione di un teatro in bioarchitettura, costruito con paglia e terra cruda locale. L’obiettivo è di dare vita a un’azione integrata e di lunga durata, che superi la mera concessione degli spazi, creando le condizioni per la nascita e lo sviluppo di un presidio culturale capace di dialogare nel panorama nazionale e internazionale, un luogo d’incontro e di cultura, dove nuovi progetti multidisciplinari possano nascere e potenziarsi.

Anche in questo caso, a supporto del progetto, è stata aperta una raccolta fondi con il ricorso all’Art Bonus, che finora ha avuto donazioni per circa 100.000 euro.

Un’esperienza di notevole interesse, in particolare perché riguarda un borgo periferico e di dimensioni molto ridotte, dimostrando come lo strumento del PSPP possa costituire una significativa opportunità di sviluppo locale.

I PSPP nel Bando Borghi Storici del Mic

Il Bando Borghi Storici del Mic ha concorso a generare un ampio e originale “movimento dal basso” grazie ai PSPP, con il coinvolgimento di Comuni, associazionismo, imprese e numerosissimi operatori locali: un patrimonio di progettualità condivisa che merita di essere messo a sistema all’interno di una regia nazionale.

I PSPP nel PNRR Attrattività dei Borghi storici

Un’altra straordinaria occasione di applicazione per i PSPP è rappresentata dalla misura del Pnrr Attrattività dei Borghi storici che, come è noto, in una parte significativa (Linea B), si è articolata nell’Avviso pubblico volto a sostenere 229 Progetti locali per la rigenerazione culturale dei piccoli borghi storici (con 1,6 mln di euro per intervento), per un totale di 380 milioni di euro, a cui si aggiungono 200 milioni a favore di soggetti privati che accetteranno di intraprendere delle attività nei borghi selezionati, oggetto di un successivo bando del Mic.

Si tratta dunque di 580 mln di euro di investimenti complessivi a favore dei piccoli Comuni.

L’Avviso emanato dal Mic, che nelle sedi di confronto tecnico ha accolto diverse proposte avanzate dall’Anci, ha richiesto una progettazione articolata e capace di evidenziare il coinvolgimento delle comunità e dei soggetti operanti sul territorio, in particolare ponendo l’accento sull’attivazione di forme di PSPP (in una modalità inedita per un bando ministeriale di questo livello).

Il Comune, in questa prospettiva, è chiamato a svolgere un ruolo da “direttore d’orchestra”, all’interno di operazioni complesse capaci di generare conseguenze significative e sostenibili nel tempo.

Il successo rappresentato dal numero di istanze ammesse (1793), trattandosi in diversi casi di più Comuni in aggregazione, nonostante i tempi molto stretti e le non poche criticità persistenti in molti enti locali, ha permesso di constatare la positiva mobilitazione di un ampio e originale “movimento dal basso”, che ha coinvolto Comuni, associazionismo, imprese e numerosissimi operatori locali.

Al di là degli esiti effettivi dell’Avviso, che potranno essere compiutamente valutati al termine dell’attività di valutazione ora in corso, sarebbe importante non dispendere un simile patrimonio di “progettazione condivisa”, cercando di recuperare le progettualità più avanzate e mature in analoghe iniziative di sostegno a livello nazionale o regionale.

Se verranno messe in campo adeguate politiche di affiancamento – che comprendano anche i necessari investimenti economici – si potrà aprire presto uno stimolante cantiere nazionale, concentrato in particolare sul patrimonio “minore” e diffuso, che potrà avere interessanti ricadute in termini culturali, turistici e anche occupazionali.

Programma Nazionale Cultura del Mic

Da questo punto di vista potrebbe essere utile – anche in prospettiva degli spazi che tali strumenti avranno, ad esempio, nella nuova programmazione delle risorse europee, a partire dal Programma Nazionale Cultura del Mic, proprio in queste settimane in via di definizione – la messa in campo di una strategia nazionale per stimolare, accompagnare e sostenere la progettazione locale e monitorarne l’attuazione, che coinvolga i vari soggetti potenzialmente interessati da questa iniziativa, da quelli istituzionali a quelli dell’associazionismo e della cooperazione culturale.

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