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IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI DI JONATHAN DEMME

Tempo di lettura: 7 minuti

L’11 aprile di trenta anni fa uscì nelle sale cinematografiche italiane uno dei più premiati e apprezzati film thriller horror mai fatti. Grazie a una Jodie Foster eccezionale e a un Anthony Hopkins indimenticabile, le figure di Clarice Starling e dello psichiatra cannibale Hannibal Lecter sono entrate nei cuori e nelle menti di tutti gli amanti della settima arte. Il tutto grazie a Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme.

Il silenzio degli innocenti è un film del 1991 diretto da Jonathan Demme e scritto da Ted Tally. Ispirato all’omonimo romanzo del 1988 di Thomas Harris, il film è uno dei thriller horror più apprezzati e inquietanti di sempre. Una storia cupa e violenta sia a livello visivo – aiutata in questo da una fotografia tenebrosa e malinconica – sia psicologico, che però onora il genere thriller attraverso una trama coinvolgente e spaventosa.

Il film è interpretato da un cast eccezionale, tra cui spiccano un magnetico Scott Glenn e un Ted Levine nel ruolo di Buffalo Bill assolutamente spietato, ma soprattutto i due indimenticabili protagonisti Jodie Foster e Anthony Hopkins; quest’ultimo in particolare, che recita con un’intensità tale da risultare al contempo mostruoso, inquietante e affascinante, è divenuto il volto per eccellenza del crudele dottor Lecter.

«Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi: mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave e un buon Chianti»

La giovane e promettente recluta dell’FBI e criminologa Clarice Starling (Jodie Foster) viene incaricata da Jack Crawford (Scott Glenn), dirigente dell’FBI, di interrogare il dottor Hannibal Lecter (Anthony Hopkins), ex psichiatra cannibale detenuto da oltre otto anni nel manicomio criminale di Baltimora, per aiutarli con le indagini su un serial killer. Crawford spera che la giovane donna riesca a persuadere il geniale criminale, che ha rifiutato ogni genere di collaborazione con tutti gli agenti dell’FBI che hanno tentato di interrogarlo. Nell’ospedale, diretto dall’odioso dottor Chilton (Anthony Heald), Clarice riesce a instaurare un dialogo col dottor Lecter, che, dando prova delle sue incredibili capacità mentali e deduttive, inizia a dare degli indizi alla recluta sul serial killer, soprannominato “Buffalo Bill” per la sua abitudine di scuoiare le sue vittime, tutte giovani donne in carne, e di infilare loro il bozzolo di una rara farfalla asiatica in bocca.

Dopo diverse analisi sui cadaveri delle vittime dell’assassino, Clarice riesce a ricostruire il modus operandi di Buffalo Bill e, una volta sparita un’altra ragazza, Catherine (Brooke Smith), figlia di una senatrice, si rende conto che ha solo tre giorni di tempo prima che questa venga uccisa. In cambio di altri aiuti da parte del dottor Lecter, Clarice si sottopone volontariamente a delle sedute psichiatriche col cannibale in cui è obbligata a raccontare i suoi traumi infantili che ancora la perseguitano, in special modo il macabro ricordo delle urla di alcuni agnelli destinati alla macellazione. Grazie a questa apertura, Lecter sviluppa una profonda simpatia per la giovane, rivelandole nuovi indizi utili per il caso. Il dottor Chilton, irritato dalle continue visite della recluta dell’FBI che non condivide con lui le informazioni, decide di accordarsi con Lecter, il quale, in cambio dell’identikit del sequestratore di sua figlia, otterrà dalla senatrice la promessa di un regime carcerario migliore. Trasferito momentaneamente in una cella più accogliente, Lecter uccide le due guardie che lo tenevano sotto sorveglianza e, attraverso un piano rocambolesco, riesce a scappare facendo perdere le sue tracce.

Intanto l’FBI, grazie alle informazioni che lo psichiatra cannibale ha dato a Clarice, scopre l’identità del serial killer, il cui vero nome è Jame Gumb (Ted Levine) ma non riesce a individuarlo visto che si trovava in un’altra abitazione. La giovane recluta, mentre sta indagando su uno dei primi omicidi del serial killer, si imbatte casualmente proprio nell’assassino, che viene scoperto a causa di una delle farfalle che inseriva nella bocca delle sue vittime. Dopo uno scontro tra i due Gumb viene ucciso da Clarice, che libera Catherine e ottiene una promozione. Durante il ricevimento dell’FBI, la giovane riceve una telefonata da Lecter dalle Bahamas, che le chiede se finalmente i traumi del passato hanno smesso di tormentarla, prima di posare lo sguardo su Chilton, appena arrivato sull’isola sperando di sfuggire alla vendetta del cannibale, che però si mescola alla folla e discretamente si incammina dietro al dottore.

«Coraggiosa Clarice… me lo farai sapere quando quegli agnelli smetteranno di gridare, vero?»

Il silenzio degliinnocenti è uno dei migliori esempi di thriller degli ultimi 30 anni. Un film teso e cupo, con una violenza psicologica spaventosa e una brutalità visiva spesso celata ma che in certe scene esplode in sequenze veramente traumatiche, come quando Catherine nel pozzo vede le impronte insanguinate delle altre ragazze rapite prima di lei o la sanguinosa fuga di Lecter dalla prigione. Il film ha una sceneggiatura impeccabile, che riesce a sfruttare il romanzo a cui si ispira al meglio, tratteggiando la psiche dei personaggi e immergendo lo spettatore nella cupezza e inquietudine delle scene. Questo aspetto emerge grazie al direttore della fotografia Tak Fujimoto, il quale fa uso di uno stile gotico che ricorda le inquietanti tonalità del film del 1968 di Roman Polański, Rosemary’s Baby. Fujimoto sfrutta colori scuri con pochi riflessi bianchi o purpurei, tendendo a una bassa illuminazione delle scenografie. Che la scena sia ambientata nel nascondiglio di Buffalo Bill, nel manicomio di Baltimora o in un garage dismesso, ogni luogo è avvolto da una opprimente oscurità che inghiotte ogni figura. I colori scuri vengono alternati poche volte a dei rossi accesi, come durante il ballo di Buffalo Bill o la seconda reclusione di Lecter, che ricordano i quadri del pittore Francis Bacon, la cui opera Figura con Carne viene infatti citata nella scena dello smembramento di uno dei secondini dello psichiatra cannibale. Anche la colonna sonora del film, realizzata da Howard Shore, contribuisce a donare un senso di angoscia. Ci sono esalazioni, respirazione molto pesante e sospiri in molti punti, come quando il bozzolo della farfalla viene tolto dalla bocca della prima vittima di Bill. Si sentono brontolii sotterranei, grida e lamenti lontani, quasi troppo bassi per essere ascoltati, nei punti critici. La musica lugubre di Shore dà un tono funebre al film. Quando la colonna sonora vuole creare terrore, come quando Clarice è nel seminterrato di Buffalo Bill, mescola il suo ansimare spaventato con il suono del respiro pesante dell’assassino e le urla della ragazza prigioniera – e poi aggiunge l’abbaiare frenetico del cane, che psicologicamente funziona a un livello più profondo di tutto il resto. Se poi si aggiunge alla scena il filtro verde del visore notturno indossato dall’assassino che sfiora leggermente Clarice, immersa nella più totale oscurità, risulta facile comprendere il successo del film in quanto thriller horror.

The Silence of the Lambs (1991) Blu-ray Screenshot

Indispensabili per la riuscita de Il silenzio degli innocenti sono soprattutto i personaggi, consacrati dai loro fenomenali interpreti, in special modo Anthony Hopkins. Nonostante appaia per circa 25 minuti, il dottor Lecter è comunque il personaggio più intrigante del film; basti pensare alla sua apparizione, uno dei punti fondamentali che il regista ha preparato con estrema precisione e meticolosità, per poter permeare la sequenza con una tensione palpabile. I discorsi di Crawford e del dottor Chilton che presentano la personalità del cannibale con aneddoti terrificanti; le innumerevoli regole da tenere prima e durante il dialogo con l’uomo per evitare qualsiasi rischio; le buie celle dei malati mentali che impazziscono alla vista di Clarice, e poi ci si trova davanti l’elegante figura di un colto psichiatra con modi estremamente raffinati e cortesi. Tuttavia, nonostante la figura non propriamente minacciosa e anzi intrigante viste le sue capacità intellettive e sensoriali, dopo qualche scambio di battute tra Clarice e l’uomo la tensione resta altissima fino a esplodere alla fine del loro dialogo. Anthony Hopkins non ha mai sbattuto le palpebre nei panni di Hannibal Lecter, tenendo i suoi terrificanti occhi azzurri fissati verso la macchina da presa. Allo stesso tempo, Jodie Foster, nelle inquadrature con lo psichiatra cannibale, tende a guardare a lato della cinepresa, come se cercasse di evitare lo sguardo e le domande del suo interlocutore, nel vano tentativo di nascondere a Lecter i suoi veri pensieri. Il regista Demme ha voluto valorizzare questo aspetto con dei primi e primissimi piani – inquietantissimi nel caso di Hopkins – sui volti degli attori in un campo-controcampo che amplifica l’immedesimazione nei personaggi. Man mano che Clarice si lascia psicanalizzare e racconta i suoi traumi al dottore, lo sguardo della Foster si sposta dritto davanti alla macchina da presa, non più spaventata ma attratta dal suo interlocutore.

L’attrazione tra Clarice e Lecter diventa quasi naturale viste le loro similitudini. Entrambi sono ostracizzati dagli ambienti in cui vivono: Lecter più genericamente dal mondo civile in quanto assassino e Clarice dalle forze dell’ordine in quanto donna. Entrambi usano i loro poteri di persuasione per sfuggire alle loro trappole: Lecter è in grado di liberarsi dalla sua cella manipolando secondini e medici, Clarice riesce laddove agenti esperti dell’FBI hanno fallito, convincendo lo psichiatra cannibale ad aiutarla nella ricerca di Buffalo Bill. Entrambi si sentono impotenti: Lecter perché è rinchiuso in una prigione di massima sicurezza, Clarice perché è circondata da uomini che torreggiano su di lei e la fanno sentire inadatta al ruolo solo perché femmina, dubitando delle sue capacità. Spesso il regista indugia sugli sguardi che vengono rivolti alla giovane, pregni di velata cupidigia, che aumentano il senso di disagio e tensione, così come l’immedesimazione nel personaggio. Un disagio che porta Clarice a identificarsi con le vittime di Buffalo Bill: tutte viste come degli agnelli mandati al macello. Il rapporto che si instaura tra la recluta e Lecter diventa quasi paternalistico: lei vede nell’uomo una persona realmente interessata ai suoi sentimenti e ad aiutarla, lui si affeziona all’unica persona gentile che si è aperta, arrivando a commuoversi scoprendo la triste infanzia (elemento che i due condividono) di Clarice e i traumi infantili che ha subito, cercando di porvi rimedio.

Il film è stato un successo globale di critica e pubblico. Girato con un budget di 19 milioni di dollari, il film ha incassato 131 milioni nei soli Stati Uniti e circa 142 milioni nel resto del mondo. Candidato a sette premi Oscar, è uno dei soli tre film della storia del cinema ad aver vinto le cinque statuette principali (film, regia, sceneggiatura, attrice e attore), primato che condivide con Accadde una notte di Frank Capra e Qualcuno volò sul nido del cuculo di Miloš Forman

Scritto da

Pisano di nascita e romano d'adozione. Da diversi anni ho sviluppato una grande passione per i film, il cinema e tutto ciò che si lega a esso, dalle origini con Méliès, all'Espressionismo tedesco, fino alla contemporaneità.

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