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Festival Network sul confine dell’Estonia

Tempo di lettura: 4 minuti

Le Associazioni nazionali dei Festival di 10 Paesi, unitamente all’EFA (Associazione Europea dei Festival), si sono riuniti il 4 e 5 maggio 2022 nell’ambito del Tallinn-Narva Music Week per discutere insieme nuovi progetti e costruire un’Agenda comune per i Festival basata sulla cooperazione, sul rafforzamento delle competenze e sullo scambio di conoscenze.

Network Hub

La rete degli Hub dei Festival europei non si è mai fermata durante la pandemia incontrandosi regolarmente in forma ibrida e in presenza in Italia, durante il convegno Eurofestivals@FVG che dal 3 al 5 settembre a Cividale del Friuli aveva visto operatori, istituzioni e artisti ragionare insieme sulle nuove challenge dell’Agenda 2030.

L’evento, organizzato nell’ambito di Mittelfest e del Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone, curato da Italiafestival, ha sancito una nuova fase collaborativa con le altre associazioni nazionali dei Festival europei.

Durante le giornate di lavoro a Tallinn, inoltre, Italiafestival – insieme all’Hub di Malta, dell’Estonia, dell’Irlanda, della Finlandia, della Svezia, della Repubblica Ceca, ad EFA, al Centro di ricerca Ungherese Summa Artium, al REMA basato in Francia e all’Arts Council del Lussemburgo – ha affrontato diversi temi spaziando da innovativi progetti europei specifici per i Festival fino alla guerra in Ucraina nel nuovo scenario internazionale.

Oleksandr Butsenko per l’Ucraina

Oleksandr Butsenko dell’Ucraina Hub in modalità blended da Kiev, ha condotto un’interessante discussione sul network di Festival nazionali profilando possibili prospettive volte a sostenere la scena creativa ucraina.

Un obiettivo perseguito considerando anche i risultati ottenuti dal questionario lanciato da EFA che ha intervistato tutta la comunità internazionale dei Festival a proposito del sondaggio Festivals programming in time of conflict”.

Quest’incontro è, peraltro, stata l’occasione per approfondire lo sviluppo nella regione baltica per le politiche culturali e di coesione territoriale tra i Festival del nord Europa.

Tale piattaforma può rappresentare un interessante modello anche per il comparto creativo mediterraneo, non solo europeo ma anche extra-europeo se si prendono in esame i territori del nord Africa e Medio Oriente ed i paesi IPA come la Turchia.

Leelo Jiménez de la Cuesta, rappresentante del Estonian Festival Hub, ha favorito i contatti con il Ministero della cultura Estone e con la scena creativa artistica di Tallinn come coordinatrice del NordicBaltic Festival Platform.

Tallin Music Week

Sullo sfondo di queste giornate, era in corso di svolgimento il TMW – acronimo del Tallinn Music Week – che dal 2009 costituisce uno degli eventi musicali più acclamati, fulcro di networking per i professionisti della musica e dell’industria creativa della regione nordico-baltica e in tutta Europa.

Con 20.000 partecipanti al festival, tra cui 1.000 professionisti del settore, questo Festival aiuta gli artisti emergenti a presentarsi sulla scena internazionale.

Dopo il successo delle due edizioni ibride durante la pandemia, il Festival è stato rimodulato ancora una volta alla luce dell’invasione in Ucraina, visto che Il secondo maggior numero di richieste di artisti nel 2021 è arrivato dalla Russia.

Affrontando la sfida di portare quest’anno le band in Estonia, il Festival è cresciuto ben oltre i confini dell’ex area industriale e ora gentrificata di Telliskivi, fino al confine con la Russia.

Musica intesa come Resilienza Imbattibile

Lo slogan di questa nuova edizione del TMW, ha trasmesso un messaggio che gli scettici chiamerebbero idealistico: “Oleme Koos” si traduce come “Siamo insieme”.

Eppure, la musica ha un potere di resilienza imbattibile. Nessuna circostanza politica e ostacolo geografico può prevalere completamente.

Infatti, percorrendo tutto il programma, il tema d’attualità risuona con i cuori e le menti indipendentemente dalla loro origine.

Helen Sildna, fondatrice della Tallinn Music Week, ha del resto spiegato la decisione di organizzare quest’anno la Tallinn Music Week anche nella città di Narva proprio dopo il 24 febbraio, quando l’Estonia festeggiava il suo 102esimo compleanno, mentre le truppe russe erano entrate in Ucraina sancendo l’inizio del conflitto.

Narva è la terza città più grande dell’Estonia, la cui potente storia è scissa tra Oriente e Occidente. Basta, dunque, uno sguardo al castello di Narva o Kreenholm – l’ex fabbrica tessile costruita su un’isola tra le rapide del fiume Narva, tra la Russia e l’UE – per capire che la città (un tempo quasi la seconda capitale dell’impero svedese) è crocevia di commerci, industria, scambi, ed è alla ricerca del suo futuro nell’era post-industriale.

Portare il festival a Narva è una scelta fatta per rendere chiaro che l’Estonia non sarà divisa e che questa città può concretamente rappresentare il punto di partenza dell’UE per lavorare su un percorso comune creativo e rendere visibile l’unità, non la divisione delle nostre comunità di confine.

La musica e la cultura sono un mezzo potente da non sottovalutare per il raggiungimento della solidarietà in ambito europeo.

Il Festival si è concluso con un epico concerto live dei Floating Points, band britannica che si è esibita su un palcoscenico all’aperto all’interno dell’imponente complesso industriale di Kreenholm, situato su un’isola nel fiume, il più vicino possibile al confine con la Federazione Russa. Come l’Ucraina, l’Estonia confina con la Russia, da cui si è affrancata ottenendo dopo cinquant’anni l’indipendenza dall’URSS nel 1991.

La musica è un aspetto centrale della cultura estone, difatti la strada verso il raggiungimento della libertà di questa nazione è stata accompagnato dal basso dalla canzone popolare “The Singing Revolution”, in cui il canto diventa uno strumento formidabile di unità e resistenza. Questa è stata l’importante eredità valorizzata in chiave contemporanea dal TMW, fucina di talenti internazionali e piattaforma multigenere.

La valorizzazione del confine come territorio creativo resta un messaggio potente del TMW non solo per la scelta di trasferire l’evento a Narva ma anche nella valorizzazione delle band emergenti programmate: ne è un esempio il concerto dei Fanfara Station, gruppo emergente selezionato per l’Italia. Un progetto in trio con looping dal vivo che fonde un’orchestra di fiati, l’elettronica e i ritmi e i canti del Maghreb.

Fanfara Station celebra così l’epopea dei popoli migranti del Mediterraneo, delle culture musicali della diaspora africana e dei flussi che da sempre uniscono il Medio Oriente al Maghreb, all’Europa e alle Americhe grazie alla straordinaria creatività di Marzouk Mejri, virtuoso musicista tunisino residente a Napoli.

Scritto da

Laurea Magistrale in Scienze Politiche (Laurea in Studi Asiatici e Africani). Dal 2007 presso la Fondazione Campania dei Festival è referente per le relazioni internazionali e la cooperazione culturale nell’ambito di specifici progetti e del Campania/Napoli Teatro Festival Italia in particolare nell'area euromediterranea. Si occupa di relazioni esterne con istituzioni culturali, università, associazioni e artisti. Si occupa inoltre di bandi europei e internazionali e di fundraising. Nel 2021 è Docente di Progettazione in ambito culturale. presso l'Università Suor Orsola Benincasa.

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