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IL COVID-19 DIMEZZA I CONSUMI CULTURALI (-55%)

Tempo di lettura: 2 minuti

Con il Covid-19 i consumi di beni e servizi culturali si sono più che  dimezzati passando da 113 euro di spesa media per famiglia di dicembre 2019 a 50 euro a settembre (-55% rispetto all’ultimo mese del 2019); a risentirne di più sono le attività della cultura rimaste chiuse durante il lockdown: a settembre solo il 2% degli italiani è andato a teatro, il 4% a concerti e l’8% al cinema; crollano, in particolare, le spese per gli spettacoli con forti riduzioni da parte di chi spende in cultura per concerti (-73% su dicembre 2019), cinema (-51%) e teatro (-31%); nonostante la preoccupazione per la pandemia e una crescente insofferenza per le misure di prevenzione e distanziamento, che vengono percepite come un ostacolo all’accesso agli eventi dal vivo, a mostre e a siti archeologici, c’è voglia in ogni caso di cultura: nei prossimi mesi il 12% degli intervistati ha intenzione di spendere per andare a teatro (il 10% lo ha fatto a dicembre 2019), il 9% per assistere a concerti (stessa percentuale di dicembre 2019) e il 23% per visitare mostre, musei e siti archeologici (era il 21% a dicembre 2019). Il digitale che, durante il lockdown ha fatto la parte del leone, sta lasciando di nuovo spazio alle forme di fruizione tradizionale della cultura: nelle intenzioni di spesa si registra, infatti, un incremento per l’acquisto di libri e giornali in versione cartacea (+4 punti percentuali) e combinata (rispettivamente +7 punti e + 5 punti) in confronto a una riduzione per la versione digitale (-11 punti per i libri e – 8 punti per i giornali); si riduce anche la propensione ad usufruire delle piattaforme streaming per assistere a spettacoli e concerti, mentre il pay per view resta la modalità di pagamento preferita per la fruizione di spettacoli in streaming.

Questi i principali risultati che emergono dall’Osservatorio di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, in collaborazione con Swg, sui consumi culturali degli italiani.

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