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“L’evento che fa bene al pianeta”

Tempo di lettura: 8 minuti

“L’evento che fa bene al pianeta”
Roberto Carnevali e Romano Ugolini
a cura di Giulia Reina

Gli eventi possono essere paragonati a organismi bulimici, energivori e attenti più all’apparire che all’essere. Gli organizzatori di grandi eventi si sono preoccupati, almeno fino a qualche anno addietro, esclusivamente della loro buona riuscita in termini economici, di presenze e di diffusione.

È indubbiamente in atto un timido cambio di rotta, vuoi per contenere i costi di chi organizza ma anche e soprattutto perché si sta diffondendo la consapevolezza che “sostenibile è meglio” sotto una moltitudine di fattori, il libro che NdS presenta li esplicita con dovizia di particolari.

L’evento che fa bene al pianeta” fa emergere la formazione professionale che gli autori trasferiscono al lettore. Le decennali buone pratiche applicate nelle esperienze imprenditoriali di Carnevali e Ugolini, hanno permesso loro di analizzare ciò che è stato, è e diventerà il mondo dell’intrattenimento, e il valore aggiunto che i grandi e piccoli eventi possono avere sulla popolazione.

Oggi l’organizzatore di eventi attento sa che il tema dell’ecosostenibilità sta permeando ogni ambito della società civile e delle istituzioni, e quindi è chiamato ad attrezzarsi in fretta, non solo per adempire ai regolamenti legislativi vigenti ma anche per comunicare al pubblico di riferimento, messaggi di valore positivo ed etico che non siano solo di facciata ma credibili.

È proprio la grande eco che può generarsi da un evento sostenibile che ha spinto gli autori a ispirare, consigliare e proporre piccole azioni che, moltiplicate per un pubblico vasto, possano contribuire a fare la differenza. E gli eventi culturali, che siano sportivi o di spettacolo, attraggono molteplici spettatori che stanno assumendo il ruolo di cassa di risonanza per divulgare a loro volta, facendole proprie, le buone prassi per una vita sostenibile anche dentro le mura domestiche.

Un concerto, una partita di calcio, uno spettacolo teatrale o una fiera, se vissuti consapevolmente, perché il messaggio è veicolato nel modo giusto da chi organizza, possono assurgere a trasformarsi in “scuole di sostenibilità”. E gli alunni, gli spettatori indottrinati dalle buone pratiche messe in atto, e ben comunicate, faranno propria la consapevolezza che un mondo migliore è auspicabile anche da piccole attenzioni personali e quotidiane.

Attenzione all’effetto boomerang

Il libro, tra le tante norme citate e storie di successo analizzate, focalizza l’attenzione del lettore anche sul Greenwashing, il marketing di sola facciata pensato da un’impresa che si serve della comunicazione per attribuire valenze di carattere ambientale alle proprie attività o prodotti, ma che nella realtà lo sono in parte, o peggio, non lo sono affatto. La comunicazione bugiarda rischia di avere l’effetto contrario, diventa un pericoloso boomerang per chi ne fa uso, specialmente oggi dove attraverso i social, messaggi positivi o negativi possono diffondersi molto rapidamente.

Green marketing

Gli autori hanno analizzato che negli ultimi 15 anni gli uffici marketing si stanno rivolgendo sempre più a persone molto istruite che vogliono avere successo nel lavoro, interessate a letteratura, arte, cultura in genere, che hanno uno stile di vita sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Consumatori attenti e informati, il cui loro valore più alto è la qualità della vita.

Questi consumatori privilegiano prodotti e servizi, seppur competitivi dal punto di vista della qualità e del prezzo, con un determinato contenuto di ecosostenibilità. Lo conferma anche una ricerca di Booking.com che  ha rivelato le tendenze green che plasmano i viaggi sostenibili nel 2022.

Gli autori di “L’evento che fa bene al pianeta” hanno constatato che, nonostante si sia alzata l’asticella dell’attenzione verso l’ambiente, esiste un’enorme categoria di persone dormienti che non hanno ancora compreso l’importanza di diventare consumatori consapevoli, scegliendo prodotti sostenibili e salutari.

Oltre a sensibilizzare il pubblico a comportamenti responsabili, uno dei principali benefici di organizzare un evento green è attirare l’attenzione di potenziali clienti comunicando, sposando e soprattutto dimostrando la strada di una filosofia ecosostenibile coerente.

Posizionare il brand in chiave green è un comportamento etico che conviene anche economicamente perché aiuta a razionalizzare i costi e a essere più competitivi in un mercato destinato a mostrarsi sempre più attento all’ecosostenibilità. Il valore sociale che l’evento green lascerà al territorio sarà un’eredità positiva di sensibilità ambientale per tutta la popolazione.

Certificare le proprie azioni green è vantaggioso

Ecoevents, il marchio certificatore ideato dalla Rete di impresa Ambiente e Salute, nasce per portare criteri di sostenibilità ambientale all’interno dell’organizzazione degli eventi, per dimostrare che sostenibilità e divertimento possono e devono coesistere.

Il protocollo Eco Certified Event, avallato da Legambiente, fornisce un supporto dal punto di vista logistico e reputazionale per affiancare gli organizzatori di eventi, imprese e istituzioni nel promuovere contenuti e progetti di crescita sociale per un reale e duraturo cambiamento… non solo climatico, ma di stili di vita salutari e rispettosi dell’ambiente.

Eco Certified Event è una certificazione che parte con un accordo fiduciario: viene rilasciata anticipatamente al soggetto che ne è interessato a patto che questo si impegni a raggiungere (nel corso della prima edizione utile dell’evento), i traguardi che essa implica.

La certificazione può essere sospesa nei casi di manifesto fallimento degli obiettivi, disimpegno o colpevole superficialità nel rispettare le regole e i valori sottoscritti per ottenerla. Il suo meccanismo si impernia sul miglior risultato ottenibile compilando una check-list che raccoglie 110 Best Practice.

Se un evento ecosostenibile è ben progettato, alla fine lascerà al pubblico partecipante, agli sponsor e agli stakeholder una piacevole sensazione di essere stati parte di un’esperienza positiva, appagante.

I costi

Un evento ecosostenibile, ben pianificato, non costa più di un evento normale, in molti casi potrebbe addirittura costare di meno perseguendo una migliore efficienza ed efficacia della gestione. Seguendo il protocollo “Eco Certified Event” , si potrà intervenire in tutti gli aspetti organizzativi dell’evento.

Vi sono molti contributi e/o sussidi di carattere economico fiscale da parte delle istituzioni, ad esempio la Comunità Europea, attraverso il Green New Deal, sta stanziando ingenti quantità di denaro per progetti con una fondata valenza ecosostenibile.

La Rete di impresa Ambiente e Salute è in grado di monitorare e identificare quali progetti possono essere adatti.

Un evento ecosostenibile, infine, consente di dialogare con stakeholder e aziende (potenziali sponsor) a un livello più elevato rispetto a un evento non ecosostenibile.

Tra i maggiori benefici che devono essere considerati nel loro insieme per gli organizzatori, partecipanti, sponsor, fornitori e comunità locali:

  • Risparmio sui costi: riduzione dei consumi energetici, diminuzione dei rifiuti, acquisto di prodotti locali, consumo ridotto di risorse, coinvolgimento di associazioni di volontariato.
  • Reputazione positiva: un evento “sostenibile” è una dimostrazione visibile dell’impegno di un’organizzazione sui temi della sostenibilità ambientale. È possibile comunicare questa “reputazione positiva” a target diversi sia trasversali sia verticali declinando i temi scelti.
  • Visibilità per gli sponsor: l’immagine coordinata espressa dall’evento garantirà automaticamente anche la presenza in tutte le attività che si susseguiranno durante l’anno, sia a livello di presenza aziendale merceologica e sia per quanto riguarda la visibilità del brand. Questo permetterà allo sponsor di sostenere il progetto e contribuire alla sua crescita, rafforzando allo stesso modo la presenza del marchio aziendale in iniziative con un forte impatto orientato a consolidare la propria “Responsabilità Sociale d’Impresa”.
  • Benefici sociali: le ricadute sociali sono molteplici, se l’evento è pianificato e realizzato con cura può coinvolgere un’ampia partecipazione del territorio, un’occasione di aggregazione sociale fra organizzatori e la popolazione locale. Tra i risultati positivi della sostenibilità sociale spicca il sistema di sicurezza basato sulla stretta collaborazione, ad esempio fra le associazioni istituzionali della Croce Bianca o Rossa o il corpo dei Vigili del Fuoco volontari o delle Forze dell’Ordine. Infine si creano opportunità di lavoro privilegiando i fornitori locali.
  • Ampliare la consapevolezza: ogni evento sostenibile è un’opportunità per diffondere consapevolezza fra i partecipanti, i dipendenti, i fornitori e la comunità locale riguardo i benefici di prodotti e servizi ecocompatibili.
  • Vantaggi all’interno dell’organizzazione: è ormai risaputo che molte aziende hanno scelto di intraprendere un percorso di CSR (Corporate Social Responsibility) non tanto per avere dei benefici fiscali, partecipare a bandi o per migliorare la propria reputazione verso l’esterno, bensì perché hanno visto che gli conviene, porta dei benefici enormi a livello di governance.
  • Innovazione ambientale: l’impegno nelle pratiche di sostenibilità contribuisce a ricercare tecniche e tecnologie innovative che aiutino a utilizzare le risorse in maniera più efficiente ed efficace. La domotica e la digitalizzazione, per esempio, non portano solo risparmi economici ma migliorano la qualità di vita e di comfort.

Fra qualche anno gli eventi ecosostenibili saranno la norma, mentre quelli che non lo saranno diventeranno eccezioni o addirittura non potranno essere svolti, inoltre le istituzioni hanno già norme che obbligano gli organizzatori a rispettare protocolli di ecosostenibilità.

La rendicontazione

È possibile, e conveniente, rendicontare nei Bilanci di Responsabilità Sociale d’Impresa o Bilanci di Sostenibilità, le azioni di riduzione dell’impronta ambientale e sociale realizzate dalle aziende, le azioni volte alla “Compensazione di emissioni di CO2”, per esempio attraverso la “forestazione compensativa”, una campagna nazionale di forestazione ideata e promossa da AzzeroCO2 e Legambiente, nata con lo scopo di facilitare l’incontro fra le necessità degli enti locali di recuperare aree verdi e il desiderio delle aziende di investire risorse nella creazione o tutela di boschi permanenti.

Per un’azienda che inizia un percorso volto allo sviluppo sostenibile del proprio business, la rendicontazione rende visibili le varie dimensioni del valore delle attività svolte e delle attenzioni messe in pratica, mette in risalto l’attenzione nei confronti del capitale umano, naturale, relazionale, organizzativo, dei materiali e anche del capitale finanziario. Le interconnessioni tra tutti questi aspetti permettono il controllo dei processi, della struttura interna e mantengono saldo l’obiettivo da raggiungere.

Green conviene

La Commissione Europea ha certificato che le aziende sostenibili hanno una redditività superiore del 10% alla media. Nel lungo periodo avranno quindi successo tutti quei brand che adotteranno misure per agevolare le promozioni di uno stile di vita più virtuoso nei consumatori.

La comunicazione

Promuovere una cultura della sostenibilità attraverso la comunicazione delle attività intraprese fa in modo che la percezione del pubblico, clienti e stakeholder sia accolta come naturale e coerente, altrimenti rimane confusa e controproducente.

Il libro enfatizza la figura del “CSR Manager” (Corporate Social Responsibility), già nell’organico di molte aziende, che, tra le altre mansioni, monitora gli aspetti legati ai programmi del Green New Deal e del Next Generation EU che la Comunità Europea ha lanciato per gli anni a venire. Si tratta di fondi stimati in centinaia di miliardi di euro messi a disposizione per gli Stati membri dell’Unione a patto che siano indirizzati a progetti con preponderanti componenti di sostenibilità, progetti che devono essere meticolosamente rendicontati.

Attività post evento

Il compito di una certificazione non si esaurisce con la conclusione dell’evento. Proprio perché i riflettori si spengono, è necessario mantenere l’attenzione con un buon piano di comunicazione.

Occorre partire dalla rendicontazione post evento, ovvero cercare di misurare quanto si sarebbe inquinato, quanta CO2 l’evento avrebbe prodotto se fosse stato realizzato senza un piano, senza accorgimenti e regole nel rispetto dell’ambiente, e di riflesso quanta CO2 l’evento abbia risparmiato rendendolo sostenibile.

Immaginare la campagna di comunicazione post evento come l’inizio della  campagna di promozione dell’evento prossimo. Attraverso l’accurata selezione di immagini e dati mirati, la comunicazione post evento dovrà essere in grado di raccontare cosa ha lasciato in eredità l’evento dal punto di vista ambientale (moltissima CO2 risparmiata, risultati di economia circolare; sociale: coinvolgimento del territorio, coesione, cultura, senso di appartenenza; economico: posti di lavoro, visibilità per gli stakeholder coinvolti, …).

Case histories

Il libro è ricco di esempi concreti applicabili nei diversi settori dell’intrattenimento, dallo sport allo spettacolo.

Tra i tanti non può passare inosservata la sensibilizzazione a perseguire gli obiettivi di sostenibilità sociale e ambientale della Premier League.

Il massimo campionato di calcio inglese (l’Inghilterra è leader nelle politiche green), da anni ha una classifica parallela a quella legata alle vittorie, ai pareggi e alle sconfitte. La “Premier League Sustainability Rankings” mette in competizione 13 club che hanno scelto politiche green. La somma delle pratiche di sostenibilità analizzate annualmente elegge il “Top Sustainable Club”.

Dall’aver dotato gli impianti di energia al 100% rinnovabile e certificata, alla firma del Piano d’Azione dell’Onu per lo sviluppo sostenibile, all’uso di materiali eco-friendly, al digital ticketing, alla promozione di una comunicazione sostenibile per cercare di far nascere e guidare comportamenti responsabili dei propri tifosi.

Tra le miriadi di azioni green, alcune estrose:  il Tottenham (club vincitore della Premier League Sustainability Rankings) ha installato alveari sul tetto dell’edificio che ospita gli uffici della dirigenza, il cui miele viene venduto nei negozi dello stadio e utilizzato dai catering.

Si può creare un evento rispettando l’ambiente? La risposta è sì e il libro lo “certifica”.

Romano Ugolini, imprenditore e fondatore, tra le tante realtà, di Rete Ambiente e Salute società benefit, organizzatore di fiere e operativo da una quindicina di anni nella green economy.

Roberto Carnevali, organizzatore dei più importanti e grandi eventi nel mondo dello sport, co-fondatore di Rete Ambiente e Salute società benefit.

Scritto da

Direttore editoriale e coordinatore delle attività di redazione della testata “Notizie di Spettacolo”. Dal 2014 coordina le attività di Italiafestival, l'associazione dei festival italiani. Ha scritto per diverse testate giornalistiche di attualità, sport e cultura.

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