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UPROOTED, un film di rifugiati ucraini per i rifugiati di tutto il mondo

Tempo di lettura: 2 minuti

Nessuna persona costretta a fuggire dalla guerra può dimenticare gli orrori di cui è stata testimone.

Questo è il messaggio che oltre 50 artisti provenienti dall’Ucraina hanno lanciato nel film “Uprooted” che in 2 minuti e 24 secondi condensa il senso di caos e terrore che lo scoppio improvviso di un conflitto può generare.

Ma il film, diffuso da UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, è anche l’espressione di solidarietà di questo gruppo di artisti nei confronti di chi, a causa di violenze, guerre e persecuzioni è stato costretto a fuggire dalla propria casa, oltre 100 milioni di persone in tutto il mondo secondo gli ultimi dati dell’Agenzia.

Il film è ambientato a Berlino, inizia con una porta che sbatte, il rumore delle sirene di un’ambulanza, esplosioni che illuminano il cielo a giorno e la corsa di una giovane donna in cerca di salvezza. Il suo nome è Olya, nel film sta dormendo quando viene svegliata dalla porta della sua stanza che sbatte, poi un’esplosione e la corsa. Guardando la pellicola è difficile distinguere tra finzione e realtà, infatti Olya è una rifugiata ucraina e ora vive in Germania. Come tutti gli altri attori, indossa gli stessi vestiti del giorno in cui è fuggita, una felpa celeste con la scritta basketball.

Intervistata in Uprooted series racconta

“Mia madre mi ha detto che dovevo lasciare l’Ucraina, subito. Ora, ogni volta che sento rumori forti, mi spavento.”

Da allora Olya non ha più visto sua madre.

“Uprooted” è stato diretto da Andzej Gavriss di Stink Films, che ha scritto il concept con il coreografo ucraino Konstantin Koval e il partner creativo di Don’t Panic London, Rick Dodds.

Con questo film, gli artisti rifugiati che hanno contribuito alla sua realizzazione lanciano un messaggio forte e chiaro

“Per sopravvivere ai ricordi della guerra, i rifugiati hanno bisogno del sostegno e dell’abbraccio di tutti noi”.

Un messaggio di solidarietà rivolto a tutti i rifugiati nel mondo.

In Italia sono molte le realtà che generosamente hanno risposto a questo appello dopo il 24 febbraio, una generosità straordinaria che non si deve fermare ma che deve estendersi anche alle persone in fuga da altri conflitti, l’Afghanistan, la Siria, lo Yemen, le regioni del Corno d’Africa e del Sahel, solo per citarne alcuni.

Il mondo dello spettacolo e della cultura, da sempre sensibile alla causa dei rifugiati, ha un potere straordinario che è quello di riuscire a raggiungere il cuore delle persone attraverso le sue diverse espressioni artistiche.

Ci sono moltissimi modi per sostenere i rifugiati, raccontare le loro storie o rappresentarle, dedicare iniziative speciali per raccogliere fondi oppure ospitando i dialogatori di UNHCR affinché possano informare e sensibilizzare il pubblico offrendo loro la possibilità di diventare “Angeli dei Rifugiati”.

Per informazioni su come ospitare i dialogatori scrivere a coslovi@unhcr.org, o chiamare 06 80212412 – 338 6270931.

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