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Anfols, Interviste

LaScalaTV: Il teatro entra nelle case del pubblico

Tempo di lettura: 3 minuti

Avvicinare un pubblico nuovo e rinforzare il legame con quello tradizionale. Il mondo dello spettacolo ha già sperimentato in diverse forme e dimostrato come la commistione tra lo spettacolo dal vivo e quello online non sia un ostacolo da evitare, quanto una direzione da esplorare e declinare per fornire agli spettatori in nuovo strumento per valorizzare la nostra cultura e le nostre opere.

In quest’idea si inserisce LaScalaTV, la nuova piattaforma in streaming del Teatro alla Scala di Milano, online da giovedì 9 febbraio. Un servizio che raccoglie al suo interno sia le nuove produzioni operistiche e lirico-sinfoniche del Teatro, sia un archivio prezioso dei nastri più importanti del passato.

Un nuovo canale di comunicazione capace di connettere pubblici diversi, a dimostrazione della profonda importanza di offrire un servizio che non sostituisca lo spettacolo dal vivo, ma che si accompagni ad esso come ulteriore strumento di conoscenza e di supporto.

Lo spiega Dominique Meyer, sovrintendente del Teatro alla Scala.

Il sovrintendente Dominique Meyer alla conferenza stampa di presentazione de LaScalaTv

Si comincia con la prima diretta il 14 febbraio in streaming dei Vespri Siciliani. La scelta di quest’opera è casuale oppure si inserisce nel grande progetto di Viva Verdi?

La scelta è stata fatta ben prima del progetto di “Viva Verdi”. Abbiamo iniziato a fare delle riprese, senza mandarle in onda, da più di un anno in modo da avere già un catalogo a disposizione. E poi naturalmente volevamo iniziare con una diretta verdiana. La prima occasione è stata quella dei Vespri Siciliani, e quindi si è deciso di aprire così LaScalaTv.

Lo streaming dell’Opera non è una nuova esperienza: già la pandemia aveva obbligato i teatri a ripensare nuovi modi di fruizione degli spettacoli. Cosa abbiamo imparato da quest’esperienza?

Ho iniziato a lavorare a una piattaforma di streaming nel 2013 all’Opera di Vienna. Lì abbiamo inventato questo sistema e mandato in onda 350 trasmissioni. Quando è iniziata la pandemia io ero contemporaneamente qui alla Scala e a Vienna. Lì abbiamo sfruttato questo catalogo costruito in sei anni e mezzo di lavoro e abbiamo mandato in onda ogni sera una recita diversa. Ho sempre pensato che, sfruttando l’evoluzione delle tecnologie, i teatri dovessero riprendere in mano il proprio futuro. Se i grandi teatri ne hanno la possibilità, aggiungere al loro organico e al loro budget un progetto di streaming da affiancare allo spettacolo dal vivo consente di mettere a disposizione del pubblico una grande varietà di spettacoli. E questa è un’idea nata ben prima della pandemia.

Lo streaming non può sostituire la presenza fisica negli spettacoli dal vivo, come naturalmente in teatro, ma può aiutare a intercettare un nuovo pubblico? Teatro in presenza e teatro online possono coesistere e farsi forza l’un l’altro?

Una delle grandi differenze è che uno spettacolo visto in streaming lo si può vedere in tutto il mondo e lo si può comunicare ovunque. Questo discorso lo si può ampliare alle scuole, agli istituti italiani di cultura all’estero, fino a preparare dei programmi specifici per la formazione. Tradurre con i mezzi moderni l’idea che aveva avuto già Paolo Grassi a suo tempo: portare la lirica alla conoscenza dei bambini. 

LaScalaTv apre nuove prospettive per la formazione musicale e culturale delle nuove generazioni, grazie anche alla storica collaborazione tra il Teatro e le scuole primarie e secondarie sempre ravvivata dal Servizio Promozione Culturale.

Faremo dei programmi specifici che permetteranno alle scuole di assistere alle prove e alle rappresentazioni di uno spettacolo. È una cosa alla quale credo molto e che porto avanti da anni. Già a Vienna lavoravo con oltre 700 scuole. Numeri importanti che testimoniano come grazie a questo sistema si possa arrivare a toccare molto di più il cuore dei più piccoli.

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