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ANCHE NELLO SPETTACOLO IL LOCKDOWN COLPISCE I PIÙ DEBOLI

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Come in tutti i settori, lo spettacolo paga a caro prezzo il lungo periodo di stop imposto dalla pandemia. Aprono i musei nelle regioni gialle ma il mondo dello spettacolo resta senza pubblico pur prodigandosi ad accontentarlo lo stesso. Lo streaming allieva le “solitudini” degli spettatori ma è indubbiamente un mezzo che non ripaga gli impegni di musicisti e attori che si esibiscono davanti alle sole telecamere. A subire di più questo stato di cose sono gli artisti in formazione, non ancora affermati. Flautista di fama internazionale e presidente dell’Emilia Romagna Festival, Massimo Mercelli è intervenuto sullo stop delle attività di spettacolo dal vivo evidenziando le difficoltà dei più deboli.

“Sono le categorie più fragili, proprio come nella società, quelle più colpite dal lockdown – dichiara Mercelli – . Chi vive solo del proprio strumento e ancora deve affermarsi, sta passando un momento di grande affanno”. Sulle pagine de “Il Resto del Carlino”, Massimo Mercelli, che continua a suonare e a gestire il suo festival, si sofferma sulla vita dei musicisti in piena pandemia. “Il mio pensiero per primo va ai più giovani, a coloro che devono farsi strada nel mondo della musica. Immagino due studenti che dividono un appartamento di pochi metri quadrati, con la voglia – e il bisogno – di tornare sul palco, per guadagnarsi da vivere e per crescere – continua Mercelli – . Ma immagino pure chi ha una vita lavorativa breve – per esempio i ballerini – penalizzati ancora di più. La musica ancora non si è spenta: chi se la può permettere, i concerti grandi li organizza, per ora solamente via internet, purtroppo senza pubblico ‘fisico’ ad ascoltare”.

Ci sono anche aspetti positivi in questo modo ma non tutte le categorie dello spettacolo riescono a vivere della propria arte. Gli eventi che si esprimono via internet “offrono possibilità di lavoro alle orchestre e ai musicisti ‘col posto fisso’ – precisa Mercelli -, poi la potenziale platea si allarga di molto rispetto a quella dei posti a sedere del solo teatro, compreso chi si trova a casa malato o in quarantena”.

Un esempio su tutti: il concerto di Natale al teatro Ebe Stignani di Imola, con Elio (Stefano Belisari) e la direzione artistica dell’Emilia Romagna Festival, in diretta streaming su italiafestival.tv e Lepida Tv, ha raggiunto i diecimila spettatori, e oggi altrettanti ancora lo guardano, questo il link.

“L’assenza del pubblico uccide le biglietterie e di conseguenza comprime le possibilità lavorative dell’intera filiera – continua Mercelli – , non solo ai performer, ma anche ai lavoratori dietro le quinte: i fonici, i tecnici e tutta la catena a loro connessa”.

C’è differenza tra i due periodi di lockdown, racconta Massimo Mercelli: “a marzo la rete è stata letteralmente presa d’assalto (con più o meno successo) dai musicisti. Ora la categoria sembra sparita, annichilita dalle chiusure, io ne ho approfittato per continuare a studiare, per arricchire il mio repertorio e per completare registrazioni in corso, con una grande voglia di tornare a esibirmi davanti a qualcuno, mi auguro che il sipario torni ad alzarsi, per davvero, per tutti”.

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